Matteo Scolari — Direttore responsabile, giornalista e sognatore professionista
Dietro ogni articolo di Verona Economia, dietro ad ogni intervista del programma Focus Verona Economia c’è Matteo Scolari, l’asse portante della redazione di Verona Network.
La storia del Gruppo editoriale passa inevitabilmente dalla sua storia professionale: prima di diventarne il direttore, infatti, Matteo è stato il fondatore del Gruppo, trasformando nel tempo una passione personale in un progetto capace di crescere e coinvolgere tante persone.
Il suo percorso, però, parte da molto prima. Dal liceo scientifico Matteo è uscito con una certezza: tra tutte le possibili strade, quella per la matematica non sarebbe stata la sua; a incuriosirlo erano piuttosto le persone, le loro storie e la possibilità di poterle raccontare.
È così che, durante gli anni dell’università, ha iniziato a collaborare con una testata sportiva, raccontando le storie che nascevano sui campi di calcio dilettantistico veronese. Un’esperienza che gli ha permesso di capire che quello del giornalismo non era soltanto un interesse, ma qualcosa in cui valeva la pena credere davvero.
Poi è arrivato il momento di fare un passo in più: provare a trasformare quella passione in un progetto tutto suo. Era il 14 febbraio 2008, il giorno di San Valentino, quando nasceva Pantheon.
Da allora sono passati 18 anni, e quella che all’inizio era soltanto un’idea è diventata una vera impresa editoriale, costruita negli anni insieme alle tante persone che hanno condiviso con Matteo la voglia di fare giornalismo, raccontare storie e mettersi in gioco.
Oggi Matteo è giornalista e direttore responsabile, coordina professionisti e giovani talenti e continua a vivere ogni giorno la redazione, che nel tempo è cresciuta parecchio.
È proprio questo che Matteo racconta quando parla del momento che lo rende più orgoglioso:
“Aprire la porta della redazione la mattina e vedere che grazie a un desiderio e a un sogno personale, ora lavorano quasi 15 persone, oltre ad aver formato nel corso degli anni centinaia di ragazze e ragazzi, molti dei quali diventati anche giornalisti e ottimi professionisti.”
E forse è proprio guardando alla redazione di oggi che si capisce quanto sia stato importante credere, allora, in quell’idea. Perché questa storia, raccontata così può sembrare facile, ma l’inizio è stato tutt’altro che semplice.
Anzi, tutto è partito da una porta chiusa:
“Creai Pantheon dopo aver ricevuto una porta in faccia da un editore alla richiesta di una collaborazione con la sua azienda. “Fatti il tuo giornale se vuoi scrivere”. Così feci. E meno male. Mai arrendersi al primo colpo e, soprattutto, credere nei propri sogni.”
Questo è davvero il caso di dirlo: si chiude una porta, si apre un portone. Un portone che ci racconta una cosa importante: quando si crede davvero in quello che si vuole fare, vale la pena provarci fino in fondo.
Anche quando il progetto sembra troppo grande, anche quando qualcuno ti dice di lasciar perdere, anche quando all’inizio non sai esattamente dove ti porterà.
Perché i sogni, da soli, non bastano, ma quando ci metti dentro passione, coraggio e la voglia di non arrenderti al primo ostacolo, possono dar vita a qualcosa di grande.
E una porta chiusa, come dimostra la storia di Matteo, può anche non significare la fine di un sogno; a volte è semplicemente l’inizio di una strada diversa.